sabato 2 maggio 2009

Candidati IV Circolo

Comune
Benadduci Pierfrancesco

Serenella Moroder

Ambrogini Andrea

Pelosi Simone

Orazi Franca

Moglie Marco

Circoscrizione


Massimo Mandarano

Lucesoli Lorenzo

Viserta Claudio

Remini Stefano


Carnevali Agnese

Marcelli Giovanni

Cascio Rosaria

Fedecostante Walter

Dubbini Franco

Dibernardino Donato

Zuzzi Stefania

mercoledì 25 marzo 2009

Primarie

ELEZIONI PRIMARIE PER LA SELEZIONE DEL CANDIDATO SINDACO PROPOSTO DAL PARTITO DEMOCRATICO DI ANCONA
domenica 5 aprile 2009

Domenica 5 aprile, dalle ore 8,00 alle 20,00 si vota per scegliere il candidato sindaco che il Partito Democratico presenterà poi alle elezioni.
Possono votare tutti i cittadini con almeno 16 anni, residenti nel Comune di Ancona. Sono ammessi a votare anche i cittadini dell'Unione Europea e quelli di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno.
Per votare non occorre essere iscritti al Partito Democratico. E’ sufficiente presentarsi con la propria tessera elettorale o con un documento di riconoscimento nel seggio corrispondente come sotto indicato.


DOVE SI VOTA:

SEGGIO PARTITO DEMOCRATICO N. seggio della Tessera elettorale comunale
Sede Circoscrizione (Via C. Battisti - zona Adriatico) 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 19 - 20 - 21 - 22
Sede FILEF - ANPI (Palazzo del Rettorato - Piazza Roma) 1 - 2 - 3 - 4 – 5 – 6 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18
Sede Soc. Mutuo Soccorso “Pace e Unione” - Pietralacroce 69 - 70 - 71
Sede II Circoscrizione (Via Scrima 19 - Zona P.za Ugo Bassi) 35 - 40 - 41 - 42 - 43 -44
Sede Partito Democratico (ex sede DS) – Via Grazie **? 34 - 36 - 37 - 38 - 39
Sede Circolo Di Vittorio (Via Fornetto, 7 - zona Posatora) 45 - 46 - 59 - 60
Sede Associazioni Archi Vivi (Via Mamiani 70) 23 - 24 - 25 - 26 - 27 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33
Sede III Circoscrizione (Via Tavernelle 122) 47 - 48 - 49 - 50 - 51 - 52 - 53 - 54
Sede Partito Democratico – via Pinocchio 58 55 - 56 - 57 - 58 - 88 - 99 - 100
Circolo ENDAS CANDIA 72 - 87 - 90
Locali Circoscrizione MONTESICURO 89 - 91 - 92
Sede Circoscrizione (Piazza Salvo D'Acquisto) – seggio A 73 - 74 - 75 - 76 - 77 - 78 - 79 - 80
Sede Circoscrizione (Piazza Salvo D'Acquisto) – seggio B 81 - 82 - 83 - 86
Sede ex Scuola Elementare POGGIO 84 - 85
Sede Circoscrizione COLLEMARINO 65 - 66 -67 - 68 -98
Sede Partito Democratico TORRETTE (Via Ete 8) 61 - 62 - 63 - 64 - 93 - 94
Sede ex Scuole Elementari CASINE DI PATERNO (dalle ore 9 alle 11; poi al seggio di Via Ete 8, Torrette) 93
Sede ex Scuole Elementari PATERNO (dalle ore 11 alle 13; poi al seggio di Via Ete 8, Torrette) 94


Per coloro che sono ricoverati in Ospedali, Case di Cura, Case di Riposo o che sono impossibilitati per gravi motivi fisici a recarsi ai seggi sarà costituito un “Seggio Mobile” i cui componenti si recheranno a domicilio per raccogliere il voto. Gli interessati dovranno farne richiesta entro le ore 12 del 4 aprile al Comitato Organizzatore del PD (tel. 071 203242; organizzazione@pdancona.org).

**********
I candidati alle Primarie del Partito Democratico di Ancona per la carica di Sindaco sono:

- PIERFRANCESCO BENADDUCI
- STEFANIA BENATTI
- FIORELLO GRAMILLANO
- CARLO CARBONI

SI VOTA ESPRIMENDO UNA SOLA PREFERENZA

domenica 11 gennaio 2009

Scoppia la cassa integrazione

Aumenta del 110% nell’industria e nell’edilizia. Boom della cig ordinaria: +525%. In totale nel 2008 le ore complessive di cassa integrazione sono state 223 milioni. A Torino la Fiat lascia a casa anche gli impiegati

Impennata della cassa integrazione ordinaria: a dicembre 2008 ha segnato un +525 per cento sullo stesso mese del 2007, mentre quella straordinaria ha fatto registrare un -11,61 per cento. Sempre il mese scorso, il ricorso complessivo alla cassa integrazione dei settori edile e industriale è aumentato del 110 per cento. Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, durante la registrazione della trasmissione “Porta a Porta”, anticipando i dati Inps.

Tra gennaio e dicembre 2008 il ricorso complessivo alla cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, dell'industria e del settore edile, è aumentato del 24,56 per cento. In totale, nel 2008 le ore complessive di cassa integrazione sono state 223 milioni. Il ministro ha spiegato che negli ultimi 28 anni il numero totale delle ore di cassa è stato inferiore a quello del 2008 solo cinque volte, tra il 1997 e il 2001. “Tra il 1980 e il 1996 – ha osservato Sacconi – ci sono stati valori assai superiori, tanto che nel 1984 sono stati raggiunte le 800 milioni di ore di cig”.

L'aumento della Cig ordinaria e il calo della straordinaria e' stato commentato positivamente dal Ministro: ' questo dato ci conforta perche' e' la Cigs che si considera l'anticamera del licenziamento. Questi dati - ha continuato il ministro - ci dicono che le imprese non stanno fuggendo dalle loro responsabilita' licenziando e ristrutturandosi. Ci dicono solo che stanno affrontando un periodo di difficolta'. A dicembre, inoltre, il boom della cig ordinaria si e' verificato essenzialmente nel settore meccanico, dove per altro e' noto il ricorso alla Cig della Fiat. Su 17,700 mln di ore di Cigo a dicembre, infatti, ben 11,2 mln di ore sono imputabili al solo settore meccanico.

Fiat: Fiom Torino, cig impiegati è conferma serietà crisi
“La cassa integrazione si estende anche ai colletti bianchi e questo conferma che la crisi è ben lungi dall'essere conclusa e sotto controllo”. A dirlo è il segretario generale della Fiom di Torino, Giorgio Airaudo, dopo la notizia che Fiat metterà in cassa integrazione per due settimane anche gli impiegati del settore auto e Powertrain.

Osserva il dirigente sindacale: “È indispensabile conoscere su quali prodotti si sta lavorando per rilanciare la Fiat e capire in che relazione sia la cassa integrazione degli impiegati con il proposito di nuove alleanze. In una situazione europea frammentata, dove ogni paese fa la propria strategia auto, è urgente l'intervento del governo a tutela del patrimonio italiano dell'autoveicolo. L'auto si può salvaguardare puntando su innovazione e mobilità sostenibile”.

Tratto da Rassegna

martedì 6 gennaio 2009

Riflessione

Io credo che in questo momento ognuno di noi deve fare uno sforzo comune per restare uniti mettendo da parte ogni interesse individuale,cercando di rappresentare ogni singolo cittadino.
Così fancendo sono sicuro che riusciremo a portare avanti il nostro programma che ci siamo dati,solo così potremmo dire di aver fatto una politica costruttiva che guarda verso il futuro e il bene di tutti quelli che credono in noi.


Massimo Mandarano

sabato 27 dicembre 2008

Caro Gesù Bambino

Caro Gesù Bambino

Il 2008 è stato un anno molto difficile per l' economia di tutto il Mondo e il 2009 rischia di essere ancora peggiore. Come sempre , neanche di fronte alle disgrazie, tutte le persone sono uguali, ci sono sempre coloro che pagano e coloro che si salveranno. Si rischia che vengano annullati tanti anni di dure lotte politiche e sindacali per una equa distribuzione dei redditi, Nei paesi più industrializzati del mondo i governi, non importa se di destra o di sinistra, si sono già messi in opera per destinare importanti risorse finanziare per proteggere i cittadini e predisporre manovre di rilancio dell' economia, condizioni minime per ricostruire i milioni di posti di lavoro che rischiano di sparire nel nulla. In Italia Berlusconi dall' alto delle sue sette mega-ville e delle sue televisioni invita a festeggiare e spendere e spandere, con quali soldi non è dato sapere. Il ceto medio lavoratore rischia, come spesso accade, di impoverirsi e di pagare duramente la crisi, per questo vorrei chiedere a Te Caro Gesù Bambino di portare in regalo a tutti gli Italiani, onesti e lavoratori un Partito Democratico, coeso ed efficace, in grado di rappresentare i loro diritti e i loro doveri, mettendo in prima linea gli interessi di quella Italia onesta e laboriosa che ha sempre pagato le tasse e rispettato le regole e che rappresenta la parte migliore di tutti noi.


Gianfranco Leonelli

mercoledì 24 dicembre 2008

Auguri

Un caro natale a tutti quelli che stanno lottando per la propria vita.
Quelli che in questo momento si lasciano alle spalle i propri sogni e speranze.
Altri che invece si preparano a vivere un anno felice pieno di futuro e felicità.
Auguro a voi, alle vostre famiglie un sincero augurio di buone feste


Massimo Mandarano

venerdì 19 dicembre 2008

giovedì 18 dicembre 2008

lavoro

Forse bisognerebbe fare una riflessione su cosa dire per dare speranze migliori a tutti quelli che in questo momento stanno per perdere il proprio lavoro.
Sicuramente tutti insieme dobbiamo cercare di essere coscienti nel dire che nulla si sta facendo per combattere questo dramma di tanti, se vogliamo veramente che i nostri figli abbiano un vero futuro,impegniamoci insieme per cercare di trovare una soluzione a questo dramma.




Massimo

mercoledì 17 dicembre 2008

Occupazione, Confindustria vede nero

Nel 2009 i posti di lavoro persi a causa della crisi saranno 600 mila. Il settore più colpito è l’industria, ma anche i servizi subiranno perdite. Il calo complessivo sarà dell’1,4%. Contenuta l’inflazione e giù il Pil: -0,5%, ossia recessione

Nel 2009 i posti di lavoro scenderanno dell'1,4% e "ciò inciderà sul reddito e i consumi delle famiglie". Lo prevede il Centro studi di Confindustria, precisando che è previsto un "parziale recupero" nel 2010 con +0,8%. Una variazione annua negativa dei posti di lavoro non si registrava dal 1994, e la percentuale stimata da Confindustria equivale alla perdita di 600 mila posti di lavoro.

Solo nell'industria il crollo sarà dell'1,8%: si tratta infatti – come sottolinea il Csc - del 'settore piu' esposto alla sfavorevole dinamica della domanda globale', anche se una diminuzione 'e' in corso perfino nei servizi, tradizionale serbatoio di posti di lavoro (-1,4% nel 2009)'.

Inevitabile l’aumento della disoccupazione, che nel 2009 “toccherà l'8,4% - stima il Csc - per l'effetto congiunto della perdita di posti e della ricerca di un impiego da parte dei soggetti a piu' basso reddito e nelle aree piu' arretrate del paese'.

Tratto da Rassegna

domenica 14 dicembre 2008

Europa, accordo su clima e misure anticrisi

Tre in uno. Accordo sul clima, accordo sul programma di aiuti all’economia per rispondere alla crisi mondiale che rischia di diventare una valanga e accordo per il rilancio del Trattato di Lisbona
autore: mainblanche, da flickr (immagini di autore: mainblanche, da flickr)
Tre in uno. Accordo sul clima, accordo sul programma di aiuti all’economia per rispondere alla crisi mondiale che rischia di diventare una valanga e accordo per il rilancio del Trattato di Lisbona. “Il Consiglio europeo che abbiamo appena terminato resterà nella storia". Un entusiasta Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell'Unione europea, ha voluto aprire così la conferenza stampa al termine del vertice Ue, che aveva in agenda appunto il cosiddetto pacchetto clima, il piano di rilancio economico dell'Ue e il rilancio del Trattato di Lisbona. La notizia era annunciata, ma non scontata. I leader dei Ventisette hanno infatti trovato l'accordo sul pacchetto clima-energia al summit di Bruxelles, nonostante le moltissime difficoltà della vigilia. I leader di governo sono riusciti anche ad approvare il piano di stimoli all'economia pari all'1,5% del Pil comunitario, ovvero circa 200 miliardi di euro. Sconfitte tutte le forze che si erano dichiarate scettiche o contrarie. Superate quindi anche le iniziali resistenze di Silvio Berlusconi, che nella notte aveva già avuto un primo ripensamento. E, come era prevedibile, il cavaliere cerca ora di tradurre il tutto in una sua vittoria, visto che alcune delle richieste italiane sono state accolte grazie alla mediazione di Sarkozy.

Di Paolo Andruccioli

domenica 7 dicembre 2008

Giornali di partito, licenza di sperpero

Il nuovo regolamento di Bonaiuti recupera il regime speciale che esonera la stampa di partito dall’obbligo di certificare le vendite e la favorisce con finanziamenti sopra la norma. L’editoria cooperativa, invece, resta tagliata fuori
Editoria, tornano i tagli e svanisce il rigore. È questo l’approdo che si va profilando da una parte con il rifiuto del governo di reintegrare nella legge finanziaria il fondo dei contributi per l’editoria cooperativa falcidiato dal decreto Tremonti dello scorso giugno, e dall’altra con il nuovo testo del Regolamento per l’erogazione dei contributi stessi predisposto dal sottosegretario Bonaiuti che cancella tutte le misure di bonifica del settore introdotte nel primo testo, che non a caso aveva ricevuto l’apprezzamento di tutti noi che da anni chiediamo certezze, equità e pulizia.

La questione del ripristino dei fondi, riproposta in questi giorni al Senato, dopo la bocciatura della Camera, da parlamentari degli opposti schieramenti, non è ancora chiusa anche se nulla autorizza all’ottimismo. Ma, paradossalmente, rischia di passare in secondo ordine davanti al colpo di mano proditoriamente compiuto sul Regolamento, stravolto tra la prima e la seconda stesura per la mobilitazione di interessi evidentemente tanto forti da poter dettare le loro regole allo stesso governo.

Cominciamo dal punto che più ci dà sofferenza, quello che riguarda i giornali dei partiti politici. Noi abbiamo sempre sostenuto, e continuiamo a farlo, che non debbano trovare sponda le posizioni di coloro che li vorrebbero inseriti in una categoria a parte, come paragrafo del più ampio capitolo del finanziamento della politica. Non deve essere così, diciamo noi; si tratta di giornali, alcuni di grande tradizione, che sono parte di quel pluralismo vitale della stampa italiana composto da mille voci, tutte da garantire in ragione dei principi sanciti dall’articolo 21 della Costituzione. Uguali diritti, uguale trattamento, nessun privilegio. Questo era stato alla fine sancito nella legge delega (che impone di varare un provvedimento attuativo che semplifichi il settore eliminando deroghe, eccezioni, regimi particolari), questo si trovava scritto nella prima versione del Regolamento, questo è scomparso nella versione ultima che ricostruisce per i giornali dei partiti (e ci si riferisce ai giornali dei partiti esistenti al 31 dicembre del 2005) un regime speciale che li esonera dall’obbligo di certificare le vendite (basta la tiratura), li autorizza a costituire cooperative diverse da quelle giornalistiche a cui (e giustamente) sono tenuti gli altri giornali che beneficiano dei contributi diretti, li favorisce con finanziamenti che, a parità di condizioni, sono superiori di circa 500 mila euro (secondo calcoli Mediacoop) rispetto a quelli percepiti da tutti gli altri.
Nel nuovo Regolamento, targato Bonaiuti, scopriamo poi che resta abolito il tetto della pubblicità (chi se ne giova?), chiara premessa e alibi allo smantellamento prossimo dell’intero sistema delle provvidenze pubbliche; notiamo che restano confuse le condizioni di accesso ai contributi indiretti, come i rimborsi postali, poiché si pongono limiti di compatibilità finanziaria superati i quali non si sa cosa succeda; ci accorgiamo che non si costituisce nessuno sbarramento al beneficio dei contributi con misure che – come propone da tempo Mediacoop - ne leghino il diritto a parametri quali il numero dei giornalisti occupati (se ne prevedono cinque, sufficienti forse per un mensile, certo non per un quotidiano) tenendo fuori fogli e volantini pieni di soldi e privi di lettori.

Di Tarcisio Tarquini

Tratto da Rassegna

Storie di Casa Nostra 4 ( la scelta dei candidati per le cariche istituzionali)

Il nostro segretario Walter Veltroni ha più volte detto e ripetuto che “il motivo principale per cui il PD è nato è la necessità di cambiare la politica” . Sante parole, assolutamente condivisibili, ritengo però che per ottenere questo ambizioso obiettivo sia opportuno mettere in atto una serie di regole che facilitino questo percorso in maniera trasparente ma anche decisamente “concreta”. In altre parole va verificato all’interno dello Statuto Democratico Regione Marche se :

* le regole riportate nello statuto sono orientate verso il tanto auspicato ricambio politico;
* tutti gli elettori e gli iscritti hanno realmente gli strumenti necessari ed indispensabili per partecipare alla scelta "delle candidature per le cariche istituzionali";

Nel primo caso è opportuno che siano riportate, chiaramente e senza possibilità di equivoci, regole che :

* introducano “quote” percentuali a favore di “nuovo” personale politico con particolare attenzione al ricambio generazionale;
* limitino le candidature ad un massimo di due ;
* impediscono candidature “a vita”, magari passando, con scadenze temporali, dal Comune alla Provincia e alla Regione e viceversa

Nel secondo caso è opportuno che siano riportate, chiaramente e senza possibilità di equivoci, regole che :

o prevedano l'utilizzo delle primarie per la scelta e la verifica delle candidature (es. il candidato "ROSSI" ha svolto bene il suo ruolo di amministratore che gli era stato affidato precedentemente?);



In tutti i due casi precedentemente descritti non devono essere riportate eccezioni se non in casi particolarissimi e attraverso deleghe approvate da un elevato percentuale di consensi (superiore a due terzi degli elettori)



Coloro che saranno esclusi non dovranno sentirsi “sconfitti” ma al contrario orgogliosi di collaborare per la crescita del nuovo personale amministrativo attraverso la loro esperienza e la loro competenza fornite all’interno del partito nell’ottica della più ampia partecipazione e collaborazione. Infatti il ricambio politico può essere praticato concretamente solo se i “soliti” saranno chiamati a fare un passo indietro.


Gianfranco Leonelli

Censis: la crisi cambierà l’Italia

possibili effetti degli sconvolgimenti finanziari sulla società italiana. Il 71,7% degli italiani pensa che il terremoto dei mercati finanziari potrà avere ripercussioni dirette sulla sua vita. Solo il 28,3% dichiara che uscirà indenne dalla recessione
Il 71,7% degli italiani pensa che il terremoto dei mercati finanziari potrà avere ripercussioni dirette sulla sua vita e solo il 28,3% dichiara che uscirà indenne dalla crisi. Ma nonostante le preoccupazioni, il 37% degli italiani pensa che la crisi potrebbe “migliorarci”, costringendoci a
rivedere i nostri difetti e i nostri comportamenti sociali, mentre il 30,3% dichiara che le difficoltà economiche ci faranno scivolare tutte le più pesanti ripercussioni addosso; e il 32,8% è invece convinto che la crisi darà sempre più spazio agli egoismi e agli interessi personali che saranno vieppiù esasperati.

di Paolo Andruccioli

giovedì 4 dicembre 2008

Dl anticrisi, manovre inutili

Il popolo, i poveri, non avranno gli aiuti in modo automatico. Il bonus straordinario dovrà infatti essere chiesto fino al 31 gennaio 2009 e si concretizzerà in cifre che vanno da 200 fino a 1.000 euro: 200 euro per redditi sotto i 15 mila euro; 300 euro per le famiglie con due componenti e reddito sotto i 17 mila euro; 450 euro per famiglie con tre componenti e reddito che non supera i 17 mila euro. E ancora: 500 euro per famiglie di quattro componenti e reddito fino a 20 mila euro; 600 euro per nuclei di cinque componenti con reddito sotto i 20 mila; mille euro per famiglie con oltre cinque componenti e reddito sotto i 20 mila euro. Stessa cifra per nuclei con componenti portatori di handicap e reddito fino a 35 mila euro. Il denaro arriverà entro il mese di marzo. Per l’erogazione è stato istituito un Fondo con una dotazione pari a 2 miliardi e 450 milioni di euro, ovvero un altro centro di potere.

di Paolo Andruccioli

lunedì 1 dicembre 2008

Cena con noi

Sabato 13 Dicembre

CENA CON NOI

c/o CAMST
Via Caduti del Lavoro

Ore 21,00
Lasagne al ragù di papera
***
Arrosto misto (coniglio – pollo - faraona)
Scaloppina di maiale al pepe verde
***
Patate al forno - Verdure saltate - Insalata
***
Torta dello chef
***
Acqua – Vino
***
Caffè

Il tutto accompagnato da musica dal vivo.
Ci sarà una grande tombolata con premi.


Circolo IV^ Circoscrizione
Prenotazioni (Euro 20,00) :
Ogni domenica mattina - Via Brecce Bianche 68/l
Tel. 071 2866990 – 3288718935/34736185627/3484045651/3928536259
Mail: circoloberlinguerancona@gmail.com

Prezzo 20,00 euro

domenica 30 novembre 2008

Social card, solo obiezioni ideologiche?

La prima questione riguarda i destinatari della carta e soprattutto i criteri per individuarli: anziani e famiglie con bambini con Isee non superiore a 6.000 euro, dice il provvedimento annunciato dal governo. “Gli ultimi degli ultimi”, ha spiegato il ministro Sacconi, “quelli di cui – ha aggiunto – non si era mai occupato nessuno”. Il fatto è che individuare, e in un lasso di tempo così breve, chi siano gli ultimi i cui tratti rientrino nel profilo disegnato dal “riccometro”, non è una operazione agevole come le numerose analisi sugli effetti equitativi dell’applicazione di questo misuratore (introdotto dal primo governo Prodi) hanno ampiamente dimostrato. Il rischio, denunciato da molti amministratori e funzionari degli assessorati sociali degli enti locali che hanno adottato il sistema, è di ammettere al godimento del beneficio chi non ne ha bisogno: chi dichiara dati di reddito e di patrimonio non veritieri, ma anche chi – ne chiarisce il perché Raffaele Tangorra in uno dei saggi sul decennale della commissione Onofri (La riforma del Welfare, Il Mulino, 2008) – per il gioco delle franchigie sul patrimonio e per il meccanismo delle esenzioni si vede attribuiti valori Isee inferiori all’effettiva consistenza della sua situazione economica. Bisogna stare attenti. Quando si erogano prestazioni sociali universali e selettive, di qualunque tipo esse siano, senza che a queste si accompagni una qualche forma di controprestazione che motivi, o legittimi, la meritevolezza di chi le riceve, l’effetto che si consegue è contrario a quello che si vuole: si punta alla coesione sociale e si ottiene la frantumazione delle comunità; si cerca di innescare meccanismi di solidarietà e si determinano invidia e astiosità sociale. Per superare l’obiezione è pertanto indispensabile l’esercizio di un controllo attento sul possesso dei requisiti che rinvia a un apparato amministrativo (e a un costo) da predisporre con una cura che, stando alle informazioni di cui disponiamo, non pare sia quella dimostrata nell’occasione dal governo.

La seconda questione, di cui si è parlato (da segnalare l’efficacissima e bruciante indignazione di Massimo Gramellini su La Stampa) ma su cui è utile tornare più distesamente, è quella che possiamo definire dello stigma sociale connesso all’utilizzazione della Carta; ciò che essa comporta in termini di rappresentazione sociale di se stessi e della propria esistenza ogni qual volta se ne faccia esibizione ed uso, in un supermercato per acquistare un pacco di pasta o in un ufficio postale per pagare la bolletta elettrica o del gas. È come se ogni volta, hanno notato da sempre i sociologi attenti a implicazioni di tale natura, quest’atto di ostentazione della propria povertà si accompagnasse a un’ammissione di sconfitta, all’esplicita dichiarazione di una propria insufficienza, sollecitando il temuto, pubblico, riecheggiamento del rancoroso rimbrotto di Pinocchio al gatto e alla volpe “se siete poveri ve lo meritate”. Lo stigma, appunto, che gli studiosi americani hanno osservato nell’esperienza del food stamp, e che è un elemento da non trascurare quando si intenda valutare con serietà e senza pregiudizi ideologici l’efficacia del mezzo prescelto e la sua congruità rispetto agli obiettivi che ci si propone di raggiungere. Negli Stati Uniti (lo rileva uno studio del 2002, citato da Luca Beltrametti nel suo essenziale Vouchers. Presupposti, usi, abusi, Il Mulino, 2004) “il tasso medio di partecipazione”, e cioè il rapporto tra numero dei beneficiari del programma e numero dei potenziali aventi diritto era a fine 2000 pari al 59%, con valori oscillanti tra Stato e Stato compresi tra il 50 e il 70%. C’è dunque chi rifiuta lo stigma, pur essendo povero (fenomeno, del resto, già noto nel medioevo dove forse pudori di tal fatta erano meno sollecitati dal contesto sociale) ed è disposto a pagare un prezzo al rispetto che ha il diritto di pretendejavascript:void(0)re dagli altri.

tratto da rassegna

sabato 29 novembre 2008

Storie di Casa Nostra 3 ( L’Unione Comunale)

Storie di Casa Nostra 3 ( L’Unione Comunale)
o
o l’Esecutivo comunale


Dice lo Statuto (in discussione) del Partito Democratico della Regione Marche che “ l’Unione Comunale esprime la politica unitaria del Partito Democratico nel proprio ambito territoriale comunale, quando sono costituiti più Circoli Territoriali”. E’ il caso d’Ancona, ritengo che questa affermazione consentirà un’attività programmatica forte ed una profonda accelerazione verso un’azione progettuale partecipata. Lo Statuto dice, inoltre, che l’Unione Comunale “ è dotata d’autonomia politica, programmatica, organizzativa e finanziaria” e continua affermando che i suoi organismi dirigenti sono:
o l’Assemblea comunale;
o il Segretario dell’Unione Comunale il Tesoriere;
o la Commissione di Garanzia
Innanzitutto si nota che tutta la questione relativa alle modalità di elezione viene rinviata al Regolamento elettorale, speriamo bene, ma la cosa più preoccupante e che sono assenti le funzioni dell’Assemblea Comunale , Cosa devono fare i membri che costituiscono questo organismo ? Non è ancora dato sapere, speriamo che abbiano un ruolo più deciso e più attivo rispetto a quanto accade ora . Infatti come sapete attualmente esiste l’ Assemblea Comunale che si riunisce raramente e senza un vero e proprio calendario politico, Non ha mai discusso realmente nessuna iniziativa programmatica e non ha mai preso nessuna decisione, finora, ma c’è ancora molto tempo davanti a noi. Eppure la politica cittadina ha avuto ed ha numerosi motivi di discussione e se necessario di votazioni. La risposta sarà sicuramente nel fatto che si sta aspettando la conclusione delle iniziative dello Staff e dei vari Pensatoi. Finché c’è vita c’è speranza! Nel nostro partito, infatti, non c’è più spazio alle iniziative tra “vecchi amici” ed il percorso che abbiamo iniziato ed in cui noi tutti crediamo vede la partecipazione popolare come strumento fondamentale dell’iniziativa politica.

Gianfranco Leonelli

venerdì 28 novembre 2008

La ricetta di Berlusconi non basta

Le banche sono a posto, i lavoratori no, specialmente i precari. Per i poveri-poveri una social card, un bancomat della miseria con una “dote di 120 euro", che un entusiasta

mercoledì 26 novembre 2008

Salari, calo globale: nel 2009 -0,5%

Anche l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo), lancia l’allarme sui salari. In un rapporto pubblicato il 25 novembre (titolo: Global Wage Report 2008/09), l’Ilo stima che la crisi economica globale porterà tagli salariali per milioni di lavoratori in tutto il mondo il prossimo anno. Sulla base degli ultimi dati del FMI, la previsione dell’Ilo è che la crescita globale dei salari reali raggiungerà nella migliore delle ipotesi l’1,1 per cento nel 2009, rispetto all’1,7 per cento del 2008, ma ci si aspetta una riduzione dei salari in numerosi paesi, comprese le principali economie. Nel complesso, la crescita dei salari nei paesi industrializzati dovrebbe scendere da +0,8 per cento del 2008 a -0,5 per cento del 2009.

tratto da rassegna

Storie di Casa Nostra 2 ( I Circoli Territoriali)

Quando si costruisce un Partito, acquista una importanza fondamentale la definizione del suo statuto. Infatti attraverso esso si definiscono le "regole" a cui si deve far riferimento per la scelta dei ruoli, delle rappresentanze e delle deleghe, in altre parole le modalità attraverso le quali si darà corpo agli obiettivi prefissati sia valoriali che politici. Per esempio se si vuole favorire la rappresentanza femminile si stabilisce che devono essere previste pari quote tra uomini e donne all'interno di tutti gli organismi e liste elettorali. Analogamente, se si vuole procedere verso il ricambio politico, si stabiliscono meccanismi di "eleggibilità" per le candidature e gli incarichi ad ogni livello interno e per ogni ambito istituzionale che in maniera trasparente, inequivocabile e reale consentano la partecipazione di nuovo personale politico limitando la possibilità di ricandidatura dei "soliti", si fa, in altre parole, una forzatura delle regole per favorire il raggiungimento di questo obiettivo.

Ora proviamo a verificare se la bozza dello Statuto Del Partito Democratico delle Marche è finalizzato al raggiungimento degli obiettivi politici prefissati e da tutti condivisi, approfondendo, per ora,il seguente aspetto:
• la struttura del partito, in tutte le sue articolazioni ed autonomie è effettivamente "federale" ? In altre parole, i ruoli, le responsabilità e le competenze dei livelli operativi ( i Circoli territoriali, l'Unione Comunale, il Coordinamento Provinciale, l'Unione Regionale, il Livello Nazionale) e dei loro Segretari, tendono a favorire la costruzione dei processi politici ( fatti di analisi, di scelte, di decisioni, di azioni, di autonomie, di competenze e di verifiche) necessari per posizionare, correttamente, il baricentro dell'azione politica verso i cittadini, nella ricerca , attraverso il confronto, di un consenso partecipato?
Se si prova ad analizzare la struttura dei Circolo Territoriali (art. 4 della bozza sopra riportata)si nota che:
o le "deleghe" di competenza non appaiono definite
o le funzioni territoriali appaiono troppo generiche
o i motivi reali per riunirsi appaiono troppo burocratici ( nomine di rappresentanti e poco altro) e perfino nel caso delle scelte dei candidati il loro ruolo è esclusivamente "indicativo", in altre parole pleonastico
Al contrario, ritengo, che si dovrebbe caratterizzare il ruolo dei Circoli come strumento per il radicamento del partito nei confronti del territorio, affidando loro il compito di :
o individuazione e rappresentanza dei fabbisogni locali , elaborazione degli indirizzi politici conseguenti e monitoraggio della efficacia dei processi. amministrativi e politici attuati ai vari livelli gerarchici ( Comune, Provincia, Regione e Stato Centrale).
o rappresentanza politica autonoma e sinergica delle principali tematiche territoriali di competenza (piano regolatore, servizi pubblici, scelta dei candidati , politiche ambientali, ecc),

Gianfranco Leonelli