lunedì 17 novembre 2008
Un grembiulino non ci salverà
Viviamo in un paese smarrito che assiste attonito al reality del Cavaliere e del Governo senza trovare le parole. Il vero vuoto non sono le manifestazioni di oggi o domani. È il vuoto del pensiero, della parola, dello scatto morale che diventa significato. Il Paese si perde nelle grandi e piccole cose. Succede anche a scuola.
Diritto allo studio per disabili gravissimi: appello a Napolitano
Sono genitori, ma anche cittadini, insegnanti, esponenti di associazioni di volontario e di cooperative sociali, operatori culturali e sociali, specialisti dell'educazione: sono loro a firmare l'appello dell'Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus che, da pochi giorni, ha lanciato una petizione diretta al Capo dello Stato e al Ministro dell'Istruzione per il ripristino del sostegno scolastico "Uno a Uno" per gli alunni con disabilità grave.
Orario di lavoro. Una prima vittoria
La Commissione occupazione e affari sociali della Ue ha bocciato la direttiva che voleva alzare l'orario di lavoro a 65 ore. In nessun paese dell'Unione si potrà lavorare più di 48 ore a settimana. Una decisione che sostiene le richieste avanzate dalla Confederazione Europea dei sindacati che ha pubblicato immediatamente sul proprio sito le reazioni alla decisione. Una prima vittoria per il sindacato di John Monks che ha commentato: “Non possiamo che dare il benvenuto a questo voto che rappresenta una conquista importante su questo tema. A questo punto non ci resta che chiedere al Parlamento europeo di adottare una posizione ferma nel voto plenario che si terrà il prossimo 17 dicembre”. Il giorno prima la manifestazione della CES a Strasburgo.
domenica 16 novembre 2008
Storie di casa nostra
In questo momento in cui si stanno definendo le regole costitutive del nostro partito ( regolamento regionale, ruolo degli organismi di rappresentanza,, ecc) ritengo fondamentale proporre una riunione urgente del direttivo in cui si parli dello stato del partito anconetano, di chi fa cosa, del regolamento del partito regionale, del ruolo dei circoli, del ruolo dei direttivi e di tutti gli organi liberamente eletti dalle primarie che sarebbero dovuti essere il marchio identificativo della novità del nostro partito ed invece, rischiano di diventare la coperta ipocrita di un dibattito politico che viene fatto all'esterno di questi organismi,figli delle primarie, e limitarsi esclusivamente all'interno degli staff e dei pensatoi da cui non sembra uscire nulla di concreto. Credo che i Circoli abbiano il diritto di discutere e di dire la loro sui temi della politica cittadina, regionale e nazionale e non possono diventare la manovalanza delle scelte degli altri.
Gianfranco Leonelli
Gianfranco Leonelli
venerdì 14 novembre 2008
Camera, quattro mozioni per il potere d'acquisto
Nell'illustrare la mozione 1-0034, l'on. Damiano ha in primo luogo sottolineato che su un tema cruciale come quello del potere d'acquisto delle famiglie italiane, riguardante le retribuzioni e, in particolare, le pensioni, si registra la sostanziale latitanza del Governo, malgrado le promesse elettorali. In un preoccupante contesto di recessione, infatti, oltre 14 milioni di lavoratori italiani guadagnano meno di 1.300 euro netti al mese: secondo l'ultima indagine dell'Istat sulla condizione economica delle famiglie, il 14,6 % arriva con grande difficoltà a fine mese, il 28 % non riesce a far fronte a una spesa imprevista, il 9 % è in arretrato nel pagamento delle bollette, il 10 % non riscalda adeguatamente la casa, il 4 % non ha soldi per le spese alimentari, il 10 % non ha risorse per le spese mediche, il 16 % non ha risorse per le spese per l'abbigliamento.
giovedì 13 novembre 2008
Istat, italiani poveri e insoddisfatti
La crisi c’era già. Ben prima che la bolla dei mercati finanziari esplodesse, e molto in anticipo rispetto al crollo delle borse e al crac dell'industria internazionale. Le famiglie italiane avvertivano un sostanziale difficoltà economica da un bel pezzo, senza che i giornali titolassero a nove colonne sui rischi che corre la finanza globale. Il tutto emerge dall'Annuario Istat 2008, che fotografa il Paese nelle sue mille sfaccettature, dal costume alla giustizia, dal lavoro all'ambiente. Ebbene nel 2007 ben il 53,7% (con una punta del 64,2% nel Mezzogiorno) si dichiarava insoddisfatto della propria situazione economica.
lunedì 10 novembre 2008
Lavoratrici italiane: le più discriminate in Europa
La Commissione lavoro, previdenza sociale del Senato segnala l’alto numero di procedure di infrazione promosse dalla Ue nei confronti dell’Italia, in materia di attuazione delle pari opportunità e della parità di trattamento in materia di occupazione
Attività della Commissione lavoro, previdenza sociale del Senato
E’ ripresa nella seduta di mercoledì 5 novembre la trattazione congiunta, in sede consultiva, (parere alla 14° Commissione permanente, per le politiche dell’Unione europea), del disegno di legge n. 1078 (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2008) e del Doc. LXXXVII, n. 1 (Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2007).
Intervenendo nella discussione, la sen. Blazina (PD) ha segnalato il numero particolarmente rilevante delle procedure di infrazione promosse nei confronti dello Stato italiano, quale risulta dalla lettura della Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea e si è soffermata poi sull’articolo 8 del disegno di legge comunitaria 2008, che contiene una delega al Governo per il recepimento della direttiva 2006/54/CE, in materia di attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e di impiego. Il sollecito recepimento di questa direttiva, secondo la sen. Blazina, si rivela tanto più necessario se si considera che l’Italia si trova agli ultimi posti con riferimento alle misure poste in essere nei paesi dell’Unione in ordine alle garanzie e alle tutele in tema di parità tra i sessi. Secondo la sen. Blazina, peraltro, mentre il Parlamento italiano si accinge ad approvare il disegno di legge n. 1078, il Governo sembra muoversi in direzione opposta, come dimostrano la diminuzione dei servizi a supporto delle donne lavoratrici, derivante dall’abolizione dell’ICI, le misure contenute nel decreto-legge n. 137 del 2008, che limita le prestazioni fornite dalle scuole d’infanzia, ed il disegno di legge n. 1167, che contiene disposizioni che penalizzano i lavoratori che assistano familiari con gravi disabilità.
Dopo che il presidente Giuliano è intervenuto per richiamare l’attenzione della Commissione sui profili inerenti alla sicurezza del lavoro contenuti nel disegno di legge comunitaria, la sen. Carlino (IdV) ha fatto riferimento al numero particolarmente elevato (181, delle quali 30 per mancata attuazione di direttive e ben 12 in materia di lavoro) di procedure di infrazione a carico dell’Italia, e, riferendosi all’articolo 8 del disegno di legge n. 1078, ha sottolineato che il termine ultimo del 15 agosto 2009 menzionato nella direttiva 2006/54/CE concerne l’entrata in vigore dell’atto di recepimento, mentre nel disegno di legge comunitaria la medesima data è posta con riferimento all’emanazione del decreto legislativo, differendo così nel tempo la concreta attuazione della direttiva.
L’esame proseguirà la prossima settimana.
Nella stessa seduta di mercoledì 5 novembre è proseguito l’esame congiunto dei disegni di legge n. 392, Misure per il riconoscimento di diritti alle persone sordocieche, d’iniziativa del sen. Bassoli e di altri senatori, n. 550, Norme per il riconoscimento della sordocecità quale disabilità unica, d’iniziativa del sen. Costa e n. 918, Riconoscimento dei diritti delle persone sordo – cieche d’iniziativa del sen. Nessa e di altri senatori.
Al momento la Commissione è in attesa del parere della Commissione bilancio sullo schema di testo unificato predisposto dalla relatrice, sen. Biondelli (PD), e sugli emendamenti ad esso riferiti.
Nelle more dell’espressione di tale parere, la relatrice ha riferito sugli incontri di carattere informale tenuti con le Associazioni interessate, che hanno espresso apprezzamento e condivisione nei confronti del testo unificato, offrendo un ulteriore motivazione all’auspicio di una sollecita conclusione dell’iter parlamentare.
La Commissione ha quindi accolto all’unanimità la proposta formulata dal presidente Giuliano, di richiedere al Governo la trasmissione di una relazione tecnica, di quantificazione degli oneri finanziari derivanti dall’applicazione delle norme in esame, come previsto dall’art. 76-bis, comma 3, del Regolamento del Senato.
L’esame proseguirà la prossima settimana.
Nella stessa seduta, è proseguito l’esame del disegno di legge n. 406, d’iniziativa della sen. Mongiello, recante modifiche alla legge 29 marzo 1985, n. 113, concernente l'albo professionale nazionale dei centralinisti telefonici e degli operatori della comunicazione minorati della vista, con gli interventi dei senatori Roilo(PD) e Carlino (IdV), entrambi favorevoli al provvedimento.
Attività della Commissione lavoro, previdenza sociale del Senato
E’ ripresa nella seduta di mercoledì 5 novembre la trattazione congiunta, in sede consultiva, (parere alla 14° Commissione permanente, per le politiche dell’Unione europea), del disegno di legge n. 1078 (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2008) e del Doc. LXXXVII, n. 1 (Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa all'anno 2007).
Intervenendo nella discussione, la sen. Blazina (PD) ha segnalato il numero particolarmente rilevante delle procedure di infrazione promosse nei confronti dello Stato italiano, quale risulta dalla lettura della Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea e si è soffermata poi sull’articolo 8 del disegno di legge comunitaria 2008, che contiene una delega al Governo per il recepimento della direttiva 2006/54/CE, in materia di attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e di impiego. Il sollecito recepimento di questa direttiva, secondo la sen. Blazina, si rivela tanto più necessario se si considera che l’Italia si trova agli ultimi posti con riferimento alle misure poste in essere nei paesi dell’Unione in ordine alle garanzie e alle tutele in tema di parità tra i sessi. Secondo la sen. Blazina, peraltro, mentre il Parlamento italiano si accinge ad approvare il disegno di legge n. 1078, il Governo sembra muoversi in direzione opposta, come dimostrano la diminuzione dei servizi a supporto delle donne lavoratrici, derivante dall’abolizione dell’ICI, le misure contenute nel decreto-legge n. 137 del 2008, che limita le prestazioni fornite dalle scuole d’infanzia, ed il disegno di legge n. 1167, che contiene disposizioni che penalizzano i lavoratori che assistano familiari con gravi disabilità.
Dopo che il presidente Giuliano è intervenuto per richiamare l’attenzione della Commissione sui profili inerenti alla sicurezza del lavoro contenuti nel disegno di legge comunitaria, la sen. Carlino (IdV) ha fatto riferimento al numero particolarmente elevato (181, delle quali 30 per mancata attuazione di direttive e ben 12 in materia di lavoro) di procedure di infrazione a carico dell’Italia, e, riferendosi all’articolo 8 del disegno di legge n. 1078, ha sottolineato che il termine ultimo del 15 agosto 2009 menzionato nella direttiva 2006/54/CE concerne l’entrata in vigore dell’atto di recepimento, mentre nel disegno di legge comunitaria la medesima data è posta con riferimento all’emanazione del decreto legislativo, differendo così nel tempo la concreta attuazione della direttiva.
L’esame proseguirà la prossima settimana.
Nella stessa seduta di mercoledì 5 novembre è proseguito l’esame congiunto dei disegni di legge n. 392, Misure per il riconoscimento di diritti alle persone sordocieche, d’iniziativa del sen. Bassoli e di altri senatori, n. 550, Norme per il riconoscimento della sordocecità quale disabilità unica, d’iniziativa del sen. Costa e n. 918, Riconoscimento dei diritti delle persone sordo – cieche d’iniziativa del sen. Nessa e di altri senatori.
Al momento la Commissione è in attesa del parere della Commissione bilancio sullo schema di testo unificato predisposto dalla relatrice, sen. Biondelli (PD), e sugli emendamenti ad esso riferiti.
Nelle more dell’espressione di tale parere, la relatrice ha riferito sugli incontri di carattere informale tenuti con le Associazioni interessate, che hanno espresso apprezzamento e condivisione nei confronti del testo unificato, offrendo un ulteriore motivazione all’auspicio di una sollecita conclusione dell’iter parlamentare.
La Commissione ha quindi accolto all’unanimità la proposta formulata dal presidente Giuliano, di richiedere al Governo la trasmissione di una relazione tecnica, di quantificazione degli oneri finanziari derivanti dall’applicazione delle norme in esame, come previsto dall’art. 76-bis, comma 3, del Regolamento del Senato.
L’esame proseguirà la prossima settimana.
Nella stessa seduta, è proseguito l’esame del disegno di legge n. 406, d’iniziativa della sen. Mongiello, recante modifiche alla legge 29 marzo 1985, n. 113, concernente l'albo professionale nazionale dei centralinisti telefonici e degli operatori della comunicazione minorati della vista, con gli interventi dei senatori Roilo(PD) e Carlino (IdV), entrambi favorevoli al provvedimento.
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