domenica 7 dicembre 2008

Censis: la crisi cambierà l’Italia

possibili effetti degli sconvolgimenti finanziari sulla società italiana. Il 71,7% degli italiani pensa che il terremoto dei mercati finanziari potrà avere ripercussioni dirette sulla sua vita. Solo il 28,3% dichiara che uscirà indenne dalla recessione
Il 71,7% degli italiani pensa che il terremoto dei mercati finanziari potrà avere ripercussioni dirette sulla sua vita e solo il 28,3% dichiara che uscirà indenne dalla crisi. Ma nonostante le preoccupazioni, il 37% degli italiani pensa che la crisi potrebbe “migliorarci”, costringendoci a
rivedere i nostri difetti e i nostri comportamenti sociali, mentre il 30,3% dichiara che le difficoltà economiche ci faranno scivolare tutte le più pesanti ripercussioni addosso; e il 32,8% è invece convinto che la crisi darà sempre più spazio agli egoismi e agli interessi personali che saranno vieppiù esasperati.

di Paolo Andruccioli

giovedì 4 dicembre 2008

Dl anticrisi, manovre inutili

Il popolo, i poveri, non avranno gli aiuti in modo automatico. Il bonus straordinario dovrà infatti essere chiesto fino al 31 gennaio 2009 e si concretizzerà in cifre che vanno da 200 fino a 1.000 euro: 200 euro per redditi sotto i 15 mila euro; 300 euro per le famiglie con due componenti e reddito sotto i 17 mila euro; 450 euro per famiglie con tre componenti e reddito che non supera i 17 mila euro. E ancora: 500 euro per famiglie di quattro componenti e reddito fino a 20 mila euro; 600 euro per nuclei di cinque componenti con reddito sotto i 20 mila; mille euro per famiglie con oltre cinque componenti e reddito sotto i 20 mila euro. Stessa cifra per nuclei con componenti portatori di handicap e reddito fino a 35 mila euro. Il denaro arriverà entro il mese di marzo. Per l’erogazione è stato istituito un Fondo con una dotazione pari a 2 miliardi e 450 milioni di euro, ovvero un altro centro di potere.

di Paolo Andruccioli

lunedì 1 dicembre 2008

Cena con noi

Sabato 13 Dicembre

CENA CON NOI

c/o CAMST
Via Caduti del Lavoro

Ore 21,00
Lasagne al ragù di papera
***
Arrosto misto (coniglio – pollo - faraona)
Scaloppina di maiale al pepe verde
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Patate al forno - Verdure saltate - Insalata
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Torta dello chef
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Acqua – Vino
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Caffè

Il tutto accompagnato da musica dal vivo.
Ci sarà una grande tombolata con premi.


Circolo IV^ Circoscrizione
Prenotazioni (Euro 20,00) :
Ogni domenica mattina - Via Brecce Bianche 68/l
Tel. 071 2866990 – 3288718935/34736185627/3484045651/3928536259
Mail: circoloberlinguerancona@gmail.com

Prezzo 20,00 euro

domenica 30 novembre 2008

Social card, solo obiezioni ideologiche?

La prima questione riguarda i destinatari della carta e soprattutto i criteri per individuarli: anziani e famiglie con bambini con Isee non superiore a 6.000 euro, dice il provvedimento annunciato dal governo. “Gli ultimi degli ultimi”, ha spiegato il ministro Sacconi, “quelli di cui – ha aggiunto – non si era mai occupato nessuno”. Il fatto è che individuare, e in un lasso di tempo così breve, chi siano gli ultimi i cui tratti rientrino nel profilo disegnato dal “riccometro”, non è una operazione agevole come le numerose analisi sugli effetti equitativi dell’applicazione di questo misuratore (introdotto dal primo governo Prodi) hanno ampiamente dimostrato. Il rischio, denunciato da molti amministratori e funzionari degli assessorati sociali degli enti locali che hanno adottato il sistema, è di ammettere al godimento del beneficio chi non ne ha bisogno: chi dichiara dati di reddito e di patrimonio non veritieri, ma anche chi – ne chiarisce il perché Raffaele Tangorra in uno dei saggi sul decennale della commissione Onofri (La riforma del Welfare, Il Mulino, 2008) – per il gioco delle franchigie sul patrimonio e per il meccanismo delle esenzioni si vede attribuiti valori Isee inferiori all’effettiva consistenza della sua situazione economica. Bisogna stare attenti. Quando si erogano prestazioni sociali universali e selettive, di qualunque tipo esse siano, senza che a queste si accompagni una qualche forma di controprestazione che motivi, o legittimi, la meritevolezza di chi le riceve, l’effetto che si consegue è contrario a quello che si vuole: si punta alla coesione sociale e si ottiene la frantumazione delle comunità; si cerca di innescare meccanismi di solidarietà e si determinano invidia e astiosità sociale. Per superare l’obiezione è pertanto indispensabile l’esercizio di un controllo attento sul possesso dei requisiti che rinvia a un apparato amministrativo (e a un costo) da predisporre con una cura che, stando alle informazioni di cui disponiamo, non pare sia quella dimostrata nell’occasione dal governo.

La seconda questione, di cui si è parlato (da segnalare l’efficacissima e bruciante indignazione di Massimo Gramellini su La Stampa) ma su cui è utile tornare più distesamente, è quella che possiamo definire dello stigma sociale connesso all’utilizzazione della Carta; ciò che essa comporta in termini di rappresentazione sociale di se stessi e della propria esistenza ogni qual volta se ne faccia esibizione ed uso, in un supermercato per acquistare un pacco di pasta o in un ufficio postale per pagare la bolletta elettrica o del gas. È come se ogni volta, hanno notato da sempre i sociologi attenti a implicazioni di tale natura, quest’atto di ostentazione della propria povertà si accompagnasse a un’ammissione di sconfitta, all’esplicita dichiarazione di una propria insufficienza, sollecitando il temuto, pubblico, riecheggiamento del rancoroso rimbrotto di Pinocchio al gatto e alla volpe “se siete poveri ve lo meritate”. Lo stigma, appunto, che gli studiosi americani hanno osservato nell’esperienza del food stamp, e che è un elemento da non trascurare quando si intenda valutare con serietà e senza pregiudizi ideologici l’efficacia del mezzo prescelto e la sua congruità rispetto agli obiettivi che ci si propone di raggiungere. Negli Stati Uniti (lo rileva uno studio del 2002, citato da Luca Beltrametti nel suo essenziale Vouchers. Presupposti, usi, abusi, Il Mulino, 2004) “il tasso medio di partecipazione”, e cioè il rapporto tra numero dei beneficiari del programma e numero dei potenziali aventi diritto era a fine 2000 pari al 59%, con valori oscillanti tra Stato e Stato compresi tra il 50 e il 70%. C’è dunque chi rifiuta lo stigma, pur essendo povero (fenomeno, del resto, già noto nel medioevo dove forse pudori di tal fatta erano meno sollecitati dal contesto sociale) ed è disposto a pagare un prezzo al rispetto che ha il diritto di pretendejavascript:void(0)re dagli altri.

tratto da rassegna

sabato 29 novembre 2008

Storie di Casa Nostra 3 ( L’Unione Comunale)

Storie di Casa Nostra 3 ( L’Unione Comunale)
o
o l’Esecutivo comunale


Dice lo Statuto (in discussione) del Partito Democratico della Regione Marche che “ l’Unione Comunale esprime la politica unitaria del Partito Democratico nel proprio ambito territoriale comunale, quando sono costituiti più Circoli Territoriali”. E’ il caso d’Ancona, ritengo che questa affermazione consentirà un’attività programmatica forte ed una profonda accelerazione verso un’azione progettuale partecipata. Lo Statuto dice, inoltre, che l’Unione Comunale “ è dotata d’autonomia politica, programmatica, organizzativa e finanziaria” e continua affermando che i suoi organismi dirigenti sono:
o l’Assemblea comunale;
o il Segretario dell’Unione Comunale il Tesoriere;
o la Commissione di Garanzia
Innanzitutto si nota che tutta la questione relativa alle modalità di elezione viene rinviata al Regolamento elettorale, speriamo bene, ma la cosa più preoccupante e che sono assenti le funzioni dell’Assemblea Comunale , Cosa devono fare i membri che costituiscono questo organismo ? Non è ancora dato sapere, speriamo che abbiano un ruolo più deciso e più attivo rispetto a quanto accade ora . Infatti come sapete attualmente esiste l’ Assemblea Comunale che si riunisce raramente e senza un vero e proprio calendario politico, Non ha mai discusso realmente nessuna iniziativa programmatica e non ha mai preso nessuna decisione, finora, ma c’è ancora molto tempo davanti a noi. Eppure la politica cittadina ha avuto ed ha numerosi motivi di discussione e se necessario di votazioni. La risposta sarà sicuramente nel fatto che si sta aspettando la conclusione delle iniziative dello Staff e dei vari Pensatoi. Finché c’è vita c’è speranza! Nel nostro partito, infatti, non c’è più spazio alle iniziative tra “vecchi amici” ed il percorso che abbiamo iniziato ed in cui noi tutti crediamo vede la partecipazione popolare come strumento fondamentale dell’iniziativa politica.

Gianfranco Leonelli

venerdì 28 novembre 2008

La ricetta di Berlusconi non basta

Le banche sono a posto, i lavoratori no, specialmente i precari. Per i poveri-poveri una social card, un bancomat della miseria con una “dote di 120 euro", che un entusiasta

mercoledì 26 novembre 2008

Salari, calo globale: nel 2009 -0,5%

Anche l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo), lancia l’allarme sui salari. In un rapporto pubblicato il 25 novembre (titolo: Global Wage Report 2008/09), l’Ilo stima che la crisi economica globale porterà tagli salariali per milioni di lavoratori in tutto il mondo il prossimo anno. Sulla base degli ultimi dati del FMI, la previsione dell’Ilo è che la crescita globale dei salari reali raggiungerà nella migliore delle ipotesi l’1,1 per cento nel 2009, rispetto all’1,7 per cento del 2008, ma ci si aspetta una riduzione dei salari in numerosi paesi, comprese le principali economie. Nel complesso, la crescita dei salari nei paesi industrializzati dovrebbe scendere da +0,8 per cento del 2008 a -0,5 per cento del 2009.

tratto da rassegna